Cerca
  • rossi susanna

Un psicoterapeuta per amica


Sono mamma, sono moglie, lavoro, faccio ottomila cose al giorno. Multitasking lo sono diventata per forza, finchè settimana scorsa, dopo aver terminato ogni mio compito del mio " order of the day" mi sono messa alle 17:00 a sorseggiare un tea e a guardare un film in tv. Intorno a me ordine e silenzio, finchè alle 17.30 mi ha assalito un senso di colpa incredibile: com'era possibile che potessi stare un panciolle senza fare nulla? non avevo nemmeno guardato il telefono per ben 35 minuti. Mi stavo godendo del tempo per me! Com'era possibile?

Ne ho parlato con un'amica psicoterapeuta e il nostro scambio di opinioni è diventato contenuto di una puntata intera della mia trasmissione in radio anzi, ho deciso che una volta a settimana Stefania Scarano conosciuta sul web come @psicobenessere_in_rete interverrà in diretta per parlare di milioni di problematiche dei tempi nostri .

La puntata è stata un successo; tanta gente ci ha scritto e ci ha contattato per sottoporle domande e dubbi.

Ecco di seguito le risposte alle vostre domande .


Sono mamma, ho ben 3 figli e devo correre più degli altri per dimostrare che valgo. Come potrei mai rallentare?


Rallentare significa trovare il proprio personale ritmo temporale da poter conciliare con le esigenze familiari e professionali.

Oltre che libera professionista, sono madre di due bambini piccoli e conosco molto bene il senso di rabbia e frustrazione derivante dal sentirsi costantemente non al passo con il mondo che va troppo veloce mentre tu sei lì a cambiare pannolini e preparare merende e biberon e se ce la fai riesci a combinare qualcosa a lavoro.

In questi casi, ciò che personalmente mi sta aiutando oltre alla consapevolezza di quelli che sono i miei limiti, è avere sempre presente le priorità e le scelte che ho deciso di portare avanti, prime fra tutte la maternità.

Questo per riacquisire un senso di auto-efficacia e responsabilità personale che, pur in presenza di uno scenario sociale in cui non siamo assolutamente tutelate né agevolate nel doppio ruolo di mamme/lavoratrici, non ci faccia sentire mai vittime destinate a subire passivamente.Ciò su cui abbiamo potere e possiamo intervenire è sempre l’atteggiamento che nutriamo nei confronti di una determinata situazione piuttosto che la situazione in se stessa .

Il confronto con gli altri “Devo correre più degli altri” ti aiuta poco a gestire questo senso di frustrazione : parti da te e da quello che puoi concretamente fare, imparando anche a delegare ogni tanto e a prenderti dei piccoli momenti di ricarica (lettura, uscita con amici, concerti).



Sono una 25enne, sono stagista, se rallento, faccio una cosa alla volta e non mi scindo in 10 col cavolo che mi assumono. La concorrenza è spietata.

Il precariato giovanile è specchio di un mercato del lavoro sempre più competitivo, questo può avere chiare implicazioni psicologiche in termini di stress e senso di insicurezza per un futuro costantemente incerto.

Empatizzo con la tua affermazione, ciò che desidero rimandarti è : in questa corsa sfrenata per l’ottenimento del posto di lavoro cerca di non perdere mai di vista te stessa e la consapevolezza di dove stai scegliendo di andare, rallentare in questo caso potrebbe tradursi nel mantenere sempre un contatto con quello che senti per evitare di esserne travolta. Come diceva Nadia Toffa, è importante come vivi, se abbiamo conservato un briciolo di libertà in questo mondo che ci mette in ginocchio, sta proprio nella capacità di sentirsi protagonisti delle proprie scelte, nonostante tutto.


Ci consigli su come rallentare? Come imporsi il “Take your time”?

Per esperienza personale e professionale, per poter rallentare è importante fare affidamento su una pianificazione delle attività settimanali, un’organizzazione che agevoli anche la gestione degli imprevisti (ad es. con i figli sono all’ordine del giorno), dal menù alimentare agli impegni lavorativi e scolastici e laddove si è costretti a delegare perché magari si fanno turni da tot ore al giorno imparare ad arginare quel senso di colpa che spesso accompagna noi mamme nella misura in cui non possiamo ottenere il dono dell’ubiquità.

Non è umanamente possibile fare tutto da soli e prima lo accettiamo prima saremo in grado di operare piccoli cambiamenti in questa direzione.

La pianificazione ci da più sicurezza nella gestione del tempo e permette di passare allo step successivo : trasformare l’imposizione di cui parli in vera e propria necessità di ricerca del piacere.

Mi colpisce che hai utilizzato il verbo “imporsi” perché mi rendo conto che con i ritmi frenetici che viviamo risulta molto difficile non compiere un’associazione mentale negativa tra prendersi tempo e perdere tempo.

Rallentare con piccole azioni quotidiane : silenziare il telefono in determinati momenti per agevolare quel senso di presenza consapevole che altrimenti rischia di venir meno, dedicarsi alla lettura di un libro, partecipare a mostre o concerti (a seconda dei propri interessi), riuscire a mettere in agenda non solo gli impegni ma anche le attività piacevoli, magari si può iniziare con una volta al mese, poi un paio a seconda anche delle possibilità.

E poi dedicare il tempo alla coltivazione delle amicizie che offrono un enorme nutrimento in termini di benessere psicologico e di svago dai mille impegni e responsabilità.


Stefania, sarà una compagna di viaggio prezioso per il mio blog e per la nostra trasmissione radio.

Se desiderate riascoltare la puntata

https://www.mixcloud.com/SMradio/smradio-milano-chiama-sm-risponde-2-ottobre-2019/

se desiderate contattarla direttamente potete scrivere a:

stefania_scarano@libero.it




47 visualizzazioni