Cerca
  • rossi susanna

Il bracciale più bello

"Signora dobbiamo mettere il bracciale ".

L' infermiera entrò in camera a passo spedito, "Eccomi" risposi tra le lacrime..."

Si voltò mi guardo e rispose: " No signora, a lei non serve, è per la sua vicina di letto" non osava guardarmi in faccia ed intanto mise il braccialetto con i dati alla donna che era nel letto accanto e che stava per fare il Parto Cesareo.

Mi alzai di scatto e andai alla finestra, c'era il sole che nasceva all'orizzonte e la luce rifletteva sul mare. Di fronte avevo il porto da cui avrei dovuto partire per tornare a casa da li a qualche ora con la mia famiglia, i gabbiani che volavano e il riflesso sul vetro della mia pancia. Continuavo ad accarezzarla così di istinto, continuavo a cullare il mio bambino perchè per me lui stava solo dormendo.

" Voglio anche io quel bracciale " chiesi all'infermiera "Posso averlo?"

"Certo signora ora glielo metto ... sarà però leggermente diverso... "

"Io non voglio un bracciale diverso, io voglio quel bracciale e voglio che lo mettiate anche a lui !"

Non perse nemmeno tempo a rispondere, forse non sapeva nemmeno cosa rispodermi usci e rientrò pochi minuti dopo con il protocollo da attuare.

Non disse una parola, non mi spiegò nulla mi infilò un ago-cannula nel braccio e riuscì dalla stanza per rientrarci pochi attimi dopo con un medico che mi guardò e disse "Vedo che a Milano la tv non la guardate. Signora ha già tre figli sani, doveva proprio sfidare la sorte con un quarto? Che poi ha visto come è andata a finire?! Vabbeh comunque ora procediamo con l'espulsione del fetino. "

" Bambino " risposi con lo sguardo basso " Giampaolo, per essere precisi" Mi sentirono ma preferirono fare finta di niente.

Mi lasciarono sola per oltre tre ore con un po' di contrazioni e i miei atroci dolori dell'anima. Guardavo il mio polso ed avevo un bracciale con un codice, il mio nome e nulla più.

Non avrei mai potuto abbracciare il mio bambino, non avrei nemmeno mai potuto crescerlo con amore e di tanto in tanto con lui aprire la scatola dei ricordi e vedere la sua prima tutina, il suo piccolo bracciale legato al mio così come feci con i suoi fratelli.

I dolori aumentavano come aumentava la mia consapevolezza che sarei uscita senza il mio Giampaolo. Nel primo pomeriggio rientrò il ginecologo e mi disse, siamo pronti ad espellere il fetino . Inizia ad urlargli " E' un bambino! Le ho detto che è un bambino, ha un nome, si chiama Giampaolo, lo chiami per nome Dio Santo!"

Lui mi guardò e mi rispose solamente " Andiamo in sala parto "

Non ero pronta, non volevo lasciarlo andare, non potevo, non sarebbe rimasto più nulla di lui, di noi due, di quelle coccole serali sul pancione, delle fiabe che gli raccontavo prima di dormire o dei sogni che facevo sul nostro futuro insieme.

La sala parto era gelida, fredda ed il silenzio di quel parto fu assordante. Ventiquattro ore dopo firmai per uscire dall'ospedale per tornare a Milano, non potevo più stare in quel posto.

Sono passati quasi sette anni da quel giorno ed io non c'è sera che prima di addormentarmi non rivolga una preghiera a quel mio piccolo angioletto. Ho la necessità di sentirlo ancora con me e ho paura che il tempo affievolisca il ricordo quei pochi attimi in cui lui è arrivato sulla terra per cambiare la mia vita.

Cerco sempre di circondarmi di cose che possano raccontare un po' anche di lui e di noi perchè alla fine di questa tragedia è nata una associazione che tanti bambini e tante famiglie e quindi grazie al "cuore di Giampy onlus" il suo cuore continua a battere anche in quello che facciamo. C'era un cosa sola che mi mancava ancora dopo tutti questi anni per chiudere la scatola dei ricordi, il bracciale dell'ospedale in cui annunciavo al mondo che io ero la mamma di quello scricciolo di nome Giampaolo che pesava 400 gr, nato il 19 agosto 2012 alle 15.46.

Beh, ieri , ho ricevuto il regalo più inaspettato ed emozionante che una mamma possa ricevere, il bracciale dell'ospedale che ci era stato negato, che testimonia al mondo che Giampaolo c'è, che è solo passato dall'altra parte e che io sono e sarò sempre la sua mamma.

Non lo chiuderò nella scatola dei ricordi , ma lo indosserò sempre , perchè finalmente sono pronta a dire col sorriso e non più tra le lacrime "Sono la mamma di Giampy"


Grazie di cuore a DREAM IT JEWELS per aver creato dei bracciali così speciali per noi mamme.








44 visualizzazioni