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  • rossi susanna

A quindici anni, mentre, non avrei mai pensato che 27 anni dopo la notizia della morte di Freddie Mercury mi sarei ritrovata al Kensal Green Cemetery a pregare per lui.

Non avrei mai pensato di conoscere una persona che avrebbe cambiato il mio modo di vedere alcuni aspetti della vita , Peter per me 27 anni fa era uno sconosciuto.

A quindici anni io ascoltavo Innuendo con il " walkman" mentre andavo a scuola invece lui che di anni ne aveva trentasei organizzava il funerale del suo migliore amico ; due vite lontanissime che però 27 anni dopo si sono incrociate e che ci hanno portato a cantare ridere e commuoverci insieme.

Peter è speciale e al diavolo chi parla senza sapere, chi giudica senza aver mai conosciuto nessuno di loro, nessuno della famiglia che Freddie aveva voluto.

Sono tre giorni che giriamo in lungo e in largo per la città con lui; dopo il primo giorno che era incredibilmente affaticato e sopraffatto dall'emozione, mi sembra più arzillo che mai. Fatico persino a stargli dietro, senza contare che un passo dei suoi sono dieci dei miei .

Ieri mattina, Peter a passo spedito ci ha portato su e giù per i quartieri londinesi fino a John Nodes in Ladbroke Grove.

Il negozio di pompe funebri di cui il papà era general manager. Lui e la sua famiglia abitavano esattamente sopra il negozio e al momento del peggioramento delle condizioni di salute di Freddie, fu logico per lui telefonare al padre per chiedergli aiuto nella gestione dell'imminente dipartita del suo amico . " Papà so che per te è uno spreco e ti farò arrabbiare, ma necessito che tu procuri la bara più bella e con il legno più pregiato."

Esordì in questo modo perchè il suo papà trovava uno spreco immenso usare legni pregiati per una bara che poi sarebbe stata inevitabilmente bruciata ( i malati di Aids una volta deceduti andavano obbligatoriamente cremati).

" Avevo avuto l'ordine di organizzare il servizio funebre e decisi di fare di tutto per poter servire al meglio non solo per Freddie , ma soprattutto per i suoi genitori: volevo essere li per loro . Perdere un figlio è così innaturale..."

Freddie morì di Domenica 24 Novembre poco poco prima delle 19.00 . Il suo corpo lasciò Garden Lodge poco dopo la mezzanotte, la polizia bloccava i paparazzi assiepati fuori Garden Lodge.

Il corpo in gran segreto , dopo essere stato messo in una sacca nera ( anche quello un triste passaggio obbligato per i malati di aids ) venne trasportato in un luogo segreto a Hewer street. Li si trovava il magazzino con le celle frigorifiere dell'agenzia. Rimase li fino a mercoledi mattina quando e già chiuso nella sua bara andò nella saletta per le cerimonie di Ladbroke Grove in questo modo , avrei tenuto i curiosi lontano dalla famiglia che riuscì a fare un primo rito privato seguendo la tradizione Zoroastriana. Più tardi , Freddie venne portato a Kensal Green per la funzione ufficiale e la cremazione. Jim Beach-Miami aveva organizzato la lista degli ospiti e l'aspetto pubblico della faccenda io con Jim scelsi alcuni brani per la funzione: Per l'arrivo di Freddie scegliemmo una delle sue canzoni preferite Yo've got a friend cantata da Aretha Franklin ( che consiglio a tutti di ascoltare ) mentre per il termine della cerimonia scegliemmo a rose in December di Montserrat Caballe"

Jim era disperato, con il volto pieno di lacrime eppure , per il mondo la " vedova " era Mary...

(continua...)


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  • rossi susanna

Ieri mattina mi sono svegliata ancora molto provata dalla cena svoltasi da Shezan. Peter non sapeva ci fosse anche Richard Young ( uno dei suoi più cari amici oltre che il fotografo ufficiale di Mercury). Richard è un uomo molto profondo e ha catturato la mia attenzione tutta la sera parlandomi soprattutto dei loro legami di amicizia e raccontandomi aneddoti molto personali sulla famiglia Bulsara in particolare sul papà di Freddie. Ieri mattina ero particolarmente emozionata, carica di entusiasmo e di curiosità perchè avremmo raggiunto Richard nella sua galleria dove come da accordi lui avrebbe scelto per me una foto di Freddie che per lui era importante e l'avrei acquistata. Prima tappa però, la casa di Rupert Cavendish designer che arredò le sue case e che ha anche collaborato alla realizzazione di Bohemian Rhapsody the movie: non avrei mai potuto tornare in Italia senza conoscere aneddoti divertenti sul gusto decisamente HIGH PROFILE di Mercury. Ho scoperto che Cavendish è anche il designer di Elthon John e tra i due cantanti nasceva sempre una sorta di competizione per avere il pezzo più bello o quello più prestigioso. Quanto spendevano? Non importa ... l'importante è aver scoperto quanto Freddie amasse tutto quello che era pregiato perchè amava l'arte e la bellezza in ogni sua forma. Dopo il colloquio con lui ho avuto ancor più la sensazione di quanto fosse diverso Mercury la superstar da Freddie l'uomo . Gli chiesero di fotografare Garden Lodge per poter mettere le immagini degli interni su una rivista d'arredamento ma lui rifiutò. La sua casa era un affare troppo privato , la sua casa era il rifugio di Freddie mentre il palco era la vetrina di Mercury. Bisognava tenerli separati!

Freddie acquistò la sua prima casa dopo il 1975, contemporaneamente ne acquistò una anche a Mary, sul lato opposto della strada; nel 1980 poi acquistò Garden Lodge. I lavori di restauro durarono cinque anni e quando fu pronta fu proprio Peter ad entrarci per primo a vivere... Freddie non riusciva a staccarsi dalla prima casa che aveva acquistato con i suoi risparmi aveva un grande valore affettivo. Dopo sei mesi di indecisioni , Peter fece un atto di forza, prese i suoi gatti e li portò a Garden Lodge; da quel giorno anche Freddie divenne finalmente inquilino della magnifica villa al numero 1 Logan Place.

Dopo esserci congedati da Cavendish, siamo andati finalmente da Richard Young , ero emozionata all'idea di scoprire quale foto avesse destinato a me. L'accoglienza sua e di sua moglie è stata squisita, ci hanno subito offerto da bere e poi abbiamo dato il via alla nostra FULL IMMERSION tra i ricordi .

Richard ci ha raccontato che era parte integrante dello show; durante i concerti si muoveva sul palco cercando di non essere invasivo per fotografare Freddie nelle situazioni migliori; le sue foto sono pura poesia perchè immortalano perfettamente LA POTENZA con cui coinvolgeva il pubblico , LA BELLEZZA della superstar e LA SEMPLICITA' / PROFONDITA' dell'uomo. Aveva selezionato tre foto per me ognuna si riferiva ad una " categoria" ad uno degli aspetti della vita Freddie appena citati...

Indovinate quale ho scelto ?!

E' stato bellissimo far visita alla galleria e conoscere qunato più possibile un'altra persona che ha fatto parte della vita di quell' uomo che è diventato leggenda .

Il pomeriggio è passato veloce tra il pranzo al The champion Pub (nella Mercury Lounge ovviamente ) dove sembra che Freddie abbia composto WE ARE THE CHAMPION, una visita alle vecchie case in cui ha vissuto ed un giro di shopping ( che non guasta mai)

Per cena infine siamo stati da Les Caprice; un ristorante amato tanto da Freddie quanto da Lady Diana, George Michael e molti altri! Come è andata la serata ? vi basti pensare che alle 00.30 al tavolo con Peter cantavamo l'opera


P.s. Non ci crederete mai ma anche Peter apprezza molto il giovane tenore Italiano Vittorio Grigolo ( quest'anno giudice di amici con Ricky Martin) ma soprattutto alla mia domanda quale cantante italiano ami lui mi ha risposto intonando le note " Felicità, è un bicchiere di vino con un panino ..." . Davanti alla mia faccia attonita ha risposto " Perchè esistono altri cantanti italiani che hanno fatto la differenza?"

Peter 1 - Musica italiana 0






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  • rossi susanna

Aggiornato il: 23 giu 2019


Non è un viaggio facile, non lo è affatto!

Percorrere le strade di Freddie Mercury, l’uomo, non l’artista è un colpo al cuore soprattutto perché accompagnati da alcune persone che Freddie lo hanno seguito, vissuto ma soprattutto amato .

Ho incontrato Peter Freestone ieri mattina, puntualissimo alle nove si è affacciato alla lounge dell’hotel in cui alloggia; è stanco e non molto in salute. E’ grandissimo, molto alto e decisamente corpulento, con la stessa identica faccia in cui compare nelle foto di 30 anni fa…

E’ molto gentile ma trovo sia veramente stanco, ci tengo a ripeterlo perché lo vedo davvero molto provato emotivamente

Mi rifila nell’arco di trenta minuti un “ horrendous” riferendosi al volo e almeno due volte un "so ridicolous” riferendosi alla folla in metropolitana. Mi ha fatto sorridere, credo che vivendo con Freddie abbia preso gli stessi intercalare; in diverse interviste infatti ho sentito Freddie dire le stesse parole con lo stesso tono.

Peter fatica a camminare, sembra porti un peso immenso sulle spalle .. o magari nel cuore. Arriviamo davanti alla Royal opera House dove tutto per lui ha avuto inizio , si guarda intorno e dice “ NON RICONOSCO PIU’ NIENTE, IN QUESTO LUOGO E’ TUTTO CAMBIATO

Alla domanda “ ti piace l’ampliamento del teatro?” lui ci guarda attoniti e dice indicando la parte più vecchia dell’edificio “ COME PUOI AMARE QUESTO E POI AMARE ANCHE QUELLO ?” rivolgendo lo sguardo alla struttura nuova.

Si sente un pesce fuor d’acqua, non riconosce i suoi luoghi e con gli occhi pieni di nostalgia inizia a raccontare:

FREDDIE AMAVA VENIRE ALL’OPERA! CI SIAMO CONOSCIUTI QUI , ANCHE SE IN MOLTI DICONO CHE IL NOSTRO PRIMO INCONTRO AVVENNE DA BIBA. SBAGLIANO , DA BIBA LO VIDI SOLO DA LONTANO, IN REALTA’ LO CONOBBI PROPRIO QUI, DOVE LAVORAVO COME COSTUMISTA. QUANTA SPAZZATURA E’ STATA SCRITTA E DETTA SU DI LUI E LA COSA PEGGIORE E’ CHE OGGI BASTA CHE QUALCUNO ABBIA VISTO BOHEMIAN RAPSODY PER UN PAIO DI VOLTE , CHE E’ CONVINTO DI CONOSCERE TUTTO DELLA SUA VITA. CHI VERAMENTE LO CONOSCEVA ERAVAMO NOI, LA SUA FAMIGLIA

Ci ha portato in giro per gli spazi del teatro, con aria malinconica parlando di come anni fa al posto del Royal ballet ci fossero i loro uffici e con infinita malinconia continuava a guardarsi intorno: “ E’ TERRIBILE COME NOI VOGLIAMO CANCELLARE LA STORIA, I GIOVANI DI OGGI SONO IL PRODOTTO DI QUEL PERIODO EPPURE, QUELLO CHE E’ STATO VIENE SCORDATO O CANCELLATO. “

Non capivo se si riferisse al teatro , alla città che è incredibilmente cambiata negli anni oppure a se stesso. Nonostante la stanchezza per il lungo viaggio fatto la sera prima, Peter ha voluto passeggiare lungo tutta la città ; per accompagnarci in ogni posto che per Freddie era importante: il Gillian Theatre ( ex New london theatre) dove venne girato il video di We are the champion, il Coliseum theatre dove ballò con il Royal Ballet , il club Heaven ( presente anche nel film ), l’hotel Savoy dove lavorava Jim Hutton e persino Somerset House dove è stato depositato il suo testamento .

In un attimo di pausa, seduti su una panchina si è lasciato andare ai ricordi : “ FREDDIE ERA UN VERO GENTLEMAN , NON MANCAVA MAI DI APRIRE LA PORTA AD UNA DONNA, NON ERA MAI MALEDUCATO. ERA UN VERO GENTILUOMO. ERA TANTO GENTILE E DELICATO QUANTO RISOLUTO. LUI NON VOLEVA MAI PERDERE IL CONTROLLO DELLA SUA VITA . NON SO SE AMO’ VERAMENTE AL 100% QUALCUNO PERCHE’ PER LUI AMARE TOTALMENTE VOLEVA DIRE ABBANDONARSI, LASCIARSI ANDARE, RISCHIARE DI PERDEREI IL CONTROLLO, RISCHIARE DI SOFFRIRE… PER LUI TUTTO QUESTO NON ERA NEMMENO LONTANAMENTE PENSABILE. HA PERSINO DECISO LUI QUANDO MORIRE!

Davanti a questa frase mi sono sentite gelare. Lui però cambia discorso e torna a parlare di LOVE AFFAIRS. “ MARY LO AMAVA TANTO, ERA ANCHE MOLTO GELOSA. CREDO CHE LA SUA VITA SIA STATA MOLTO TRISTE PERCHE’ NON POTEVA AVERLO. L’ULTIMA VOLTA CHE LA VIDI FU IL 2001 DIECI ANNI DOPO LA MORTE DEL NOSTRO FREDDIE; ENTRAI A GARDEN LODGE E TUTTO ERA ESATTAMENTE COME LO LASCIO’ LUI , SOLO PIU’ CONSUMATO. CREDO LEI ABBIA VISSUTO INTRAPPOLATA NEL PASSATO, COME SE SI ASPETTASSE CHE DA UN MOMENTO ALL’ALTRO LUI RIENTRASSE DALLA PORTA. ORA NON VIVE PIU’ LI, CI VIVE UN GUARDIANO… E’ TUTTO MOLTO TRISTE … INCREDIBILMENTE TRISTE!”

Ci siamo incamminati di nuovo in un silenzio quasi surreale; nonostante il traffico mi sembrava di essere in una stanza insonorizzata la frase interrotta di Peter sul controllo totale della vita mi ritornava in mente .

ORA ANDIAMO DA RICHOUX, DOBBIAMO PRANZARE” tuona Peter

Una delle ultime foto rubate da Freddie fu proprio davanti all’uscita di Richoux, luogo in cui adorava rifugiarsi per sorseggiare un buon earl grey allungato con un goccio di latte e un ottimo WELSH RAREBIT. Un buon piatto , anche se io personalmente preferisco gli scones. Appena seduti Peter ha ricominciato a raccontare “ Era il 1990 quando si è accorto di non vedere più bene… e’ stato un anno tanto difficile quello ! Fu quando tornammo dall’ultimo viaggio in Svizzera

che lui rientrando a Garden Lodge vedendo davanti al portone i paparazzi decise che sarebbe stata l’ultima volta che sarebbe passato da quell’ingresso.

Smise di prendere i farmaci. Fu lui a decidere che era arrivato il momento di andarsene: circa due settimane dopo non c’era più.”

Il gelo è sceso tra noi: “ MI HA RINGRAZIATO SAPETE?” ha continuato a raccontare “ FECI L’ULTIMO TURNO DI NOTTE IL VENERDI SERA , ALLA MATTINA DOPO MENTRE ERA NEL DORMIVEGLIA MI STRINSE LA MANO E MI DISSE GRAZIE… CAPII SUBITO CHE MI STAVA SALUTANDO .”

Peter sta ripercorrendo dopo tanti anni ogni singolo attimo della sua vita con Freddie, basti pensare che ieri sera alla cena da Shezan a sorpresa è intervenuto Richard Young , il fotografo ufficiale e amico di Freddie: tra loro c’è stato un abbraccio lunghissimo che ha commosso tutti i presenti . Poco più tardi, Peter ha detto a Richard “ QUANDO TI HO VISTO IL MIO CUORE E’ IMPAZZITO DI GIOIA”. Era evidente, loro tanti anni fa, sono stati una famiglia e in cuor loro lo sono ancora!”

( continua…)



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