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  • rossi susanna

Quando ho deciso di partire per Londra con mia figlia Alessandra, ho iniziato a preoccuparmi di mille aspetti extra a cui non avrei badato se avessi viaggiato da sola. Chi mi conosce sa, io amo il comfort, mi piace alloggiare in posti che possano fornirmi qualità , comodità, ottima cucina e assistenza. Non sono mai stata una persona semplice da accontentare, ma quando viaggio con uno dei miei figli la ricerca si fa ancora più ardua: desidero che possano sentirsi come a casa: sicuri e protetti anche se in un paese straniero.

Per il mio soggiorno a Londra ho scelto Baglioni hotel London, una delle strutture Londinesi più belle che sfoggia una meravigliosa bandiera italiana: avrei lavorato molto in quei giorni e desideravo che Alessandra, anche in mia assenza potesse muoversi in hotel al sicuro senza difficoltà di alcun genere.

A posteriori mi rendo conto di avere fatto la scelta giusta.

Per cominciare gia in aeroporto una macchina ci attendeva per portarci in hotel, dotata di acqua e salviette per rinfrescarci . Altro che treni o metro affollate, il nostro autista ci ha davvero messo subito a nostro agio ed Alessandra era felicissima di poter star comoda e rilassarsi senza dover trascinare i bagagli in giro per la città. Appena arrivati in Hotel, nella nostra suite abbiamo avuto una dolcissima sorpresa: frutta e prosecco per mamma e per Ale stuzzichini e un palloncino a fenicottero.

Anche se ha 14 anni , adora tutte queste piccole attenzioni e adora i fenicotteri, insomma la mia scelta si era già rivelata vincente!!!

Cinque giorni siamo state a Londra e per cinque giorni ho avuto modo non solo di lavorare al progetto sulla vita di Freddie Mercury ma anche di spassarmela con mia figlia, di vedere la città, di trascorrere le serate a chiacchierare nel nostro salottino guardando la televisione e degustando Frutta e Scones. Un altro momento tutto nostro era quello della colazione; tante chiacchiere davanti ad un profumatissimo earl grey un french toast bacon e frutta fresca. Un vero piacere per noi, che definiamo SACRA l'ora della colazione.

Che dire poi del ristorante dell'hotel? Una delizia: piatti tipici italiani per ricordarci di tanto in tanto la grande cucina del nostro bel paese.

Baglioni Hotel London, è stato il mio rifugio Londinese durante un viaggio unico nel suo genere; ho lavorato un sacco conoscendo persone che hanno fatto parte della vita di Freddie Mercury, scoperto dettagli suoi personali che mai avrei immaginato, passato ore preziose con mia figlia e condiviso con il mio pubblico questa avventura davvero incredibile.

Il mio unico rimpianto ? Che la nostra avventura sia durata solo cinque giorni .


P.s. Ah, una chicca per i fan di Mercury: Baglioni Hotel sta a pochi minuti a piedi da Garden Lodge, la sua amata casa ... cosa chiedere di più per il vostro prossimo viaggio, un angolo di Italia vicino alla casa del vostro idolo.



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  • rossi susanna

Questo mio viaggio è stato non solo un modo per tornare in quella che è una delle città che preferisco al mondo ma è stato anche l'opportunità di viaggiare nella vita di un uomo che per il mondo è stato sinonimo di UNICITA'.

Eccessi e fragilità, potenza e solitudine, genio e sregolatezza... ma anche delicatezza, educazione, eleganza. Freddie Mercury ha fatto cantare le folle degli anni settanta e ottanta e fa sognare le nuove generazioni.

Non mi aspettavo di trovare così tante contraddizioni nel suo modo di essere e non mi aspettavo nemmeno di conoscere persone del suo entourage che tutt'ora lo piangono e si commuovono mentre parlano di lui. Il mio rammarico è che non sia stato capito fino in fondo e che se ha voluto o dovuto tenere estremamente privata la sua vita è perchè forse sapeva che nessuno o quantomeno molte poche persone lo avrebbero capito . Leggendo le domande di qualche fans che mi ha scritto durante il viaggio capisco perchè lui non volesse far trapelare chi fosse realmente Freddie l'uomo: c'era una morbosa attenzione sia sulla sua sfera sessuale all'inizio e sulla sua malattia in seguito.

L'attenzione per la sfera personale secondo Freddie doveva assolutamente essere secondaria all'attenzione che la sua musica poteva attirare! Doveva proteggere sia il suo lavoro che la sua vita e la vita di chi gli stava accanto!

Era forte, voleva essere lui a condurre il " gioco" , non poteva permettere a nessuno di prendere il sopravvento sulla sua esistenza, perchè la vita era la sua e nessuno poteva dirgli di fare o non fare qualcosa. Lui donava tutto se stesso alla musica, lui voleva essere una leggenda e ha deciso di mostrarsi invincibile al mondo : credo che per un periodo abbia pure pensato di esserlo! Poi però si è dovuto arrendere alla realtà, senza mai perdere il controllo e la lucidità decidendo addirittura lui stesso il momento in cui "andare via" .

Ha lasciato al mondo un testamento musicale immenso e a chi aveva accanto un senso di vuoto altrettanto grande!

Freddie era ingombrante, chi ha condiviso con lui una parte di vita dice che non possiamo nemmeno immaginare chi fosse realmente quell'uomo: lui non perdeva tempo a discutere o dare spiegazioni , lui andava oltre. Lui non litigava , non sbraitava: si doveva avere paura dei suoi silenzi e dei suoi sguardi . Richard Young a cena mi disse: " Freddie era diretto, sincero. La cosa incredibile era che lui non guardava l'obbiettivo, lo catturava! Guardava dritto in faccia chiunque, occhi negli occhi . Faceva così anche con la macchina fotografica."

Freddie era sfacciatamente educato. Un gentleman dai modi delicati, amava aiutare le persone e tenerle vicine , come per proteggerle. Era deciso ma non prepotente, amava la comodità, odiava perdere tempo e buttare via i soldi in cose inutili. Contrapponeva tutto questo al vizio di serate estreme , con fiumi di Vodka e regali costosi per i suoi amici . Era il suo modo di mostrare l'affetto e quindi per lui non inutile ma dovuto !

Freddie è stato un uomo forte pieno però di debolezze che lo hanno reso ancor più grande; è la figura più contraddittoria che abbia mai avuto modo di conoscere e forse per questo la più carismatica.

Sono partita da Milano come una fan dei Queen e del loro frontman , sono tornata da Londra innamorata di quell'uomo che in cuor suo forse non ha mai smesso di chiamarsi Farrokh Bulsara.



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  • rossi susanna

Pubblico già gli avvenimenti di oggi perchè desidero ricollegarli al post precedente e all'argomento amore ed eredità.

Il racconto di ieri terminava con la frase che indicava Mary come la vedova di Freddie e non teneva conto di Jim Hutton. Vorrei quindi fare luce su questo argomento , il rapporto tra lui e Jim .

Jim Hutton è stato l'uomo che ha dato a Freddie tutto quello che lui desiderava: stabilità, amore, serenità e semplicità. Nella prima parte della sua vita ci furono feste, ed eccessi mentre avvicinandosi ai quarant'anni aveva bisogno di normalità. Jim gli dava tutto questo!

Ho ricevuto un sacco di messaggi che mi chiedevano se lui amava Jim più di Mary, io rispondo che lui era nel posto dove voleva stare con la persona che voleva accanto! Se avesse amato di più Mary , non avrebbe avuto motivo per non stare con lei!

Sicuramente Mary è stata un grande amore e una grande amica e sicuramente influenzava molto le scelte di Freddie ma al momento della morte non era innamorato di lei nel senso in cui tutti vorrebbero... quella parte del suo cuore apparteneva ad Hutton.

Questa mattina, ci siamo dati appuntamento davanti a Garden Lodge, proprio per voler parlare insieme della casa, della sua storia e di quello che significava per tutti loro.

Inutile dire che quel poco che si vede è incredibile... si intravede in alto la finestra e il balcone della camera di Freddie e il perimetro è davvero ampio. Una parte delle villette a schiera bianche che confinano con il muro di cinta e che sono in Logan Mews, sono sempre proprietà di Freddie e si può vedere la porta di accesso per le auto (l'ultima da cui lui è uscito) .

Attualmente come ho già anticipato la villa è disabitata ma ancora piena degli effetti personali degli arredi che acquistò Freddie. La sua camera ha sempre le stesse tende, il ciliegio è diventato altissimo e la porta è stata sigillata con una lastra di plastica trasparente.

Peter non ha voluto farsi ritrarre davanti alla casa, ma ha voluto fare una foto con tutti noi per ricordare questo specialissimo e molto probabilmente unico tour!

Ho ricevuto moltissimi messaggi da parte di fans di Freddie che hanno seguito il mio viaggio e devo davvero ringraziarli tutti per i pensieri stupendi inviati a noi e a Peter; anche lui ne era felice. Vorrei scrivere per ore e ore su quanto ho scoperto, su quanto mi è rimasto nel cuore di questo viaggio e di quanto mi ha insegnato. Tornerò a Milano , dalla mia famiglia felice di riabbracciare tutti col cuore colmo di gioia e con una nuova abitudine : una buona tazza di Earl grey tutte le mattine...grazie di cuore ragazzi , grazie a tutti


 




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